La Terra senza l’Uomo. Io?

Continuo a ripostare le interviste fatte mesi fa, andate perse perchè i server sono più sensibili delle persone, talvolta. Non posso non ripubblicare questa bella chiacchierata con Marco Notari, in cui ha presentato un gran disco: IO?
Abbiamo parlato dell’uomo, del potere e dell’odio, dell’anarchia e dell’amore, argomenti importanti che sono al centro della poetica di Marco Notari, tornato di recente col nuovo EP dal titolo: La terra senza l’uomo, in cui compare anche la splendida cover di Caterina di Francesco De Gregori.

Marco Notari ospite di Emanuele Remoto:

D: Benvenuto tra noi, Marco Nòtari?
R: Marco Notàri
D: Ecco lo sapevo, mi è testimone qualche ascoltatore che ho sempre detto Notàri!
R: Ma va bene anche Nòtari
D: Siamo qui per imparare e per conoscerti, anche se già l’avevamo fatto con un disco stupendo in cui dicevi di non riconoscerti in questo Stato, è ancora così, è cambiato qualcosa?
R: Beh si, cioè da quel punto di vista non è cambiato molto a dir la verità, il brano l’ho scritto nel 2007 e non mi sembra sia cambiato niente. Nel nuovo album c’è forse meno rabbia e più ironia per quanto sia tagliente, nella canzone che s’intitola Hamsik
D: Che parla di quel calciatore slovacco che è andato a finire nel Napoli e beh raccontacelo tu
R: Esatto si, era un titolo di lavorazione perchè ho scritto il brano il giorno dopo l’eliminazione dai mondiali di calcio dalla Slovacchia, io premetto che non seguo molto il calcio però la notizia era ovunque ed era impossibile non accorgersene, poi nel momento in cui ho deciso di scrivere un brano che parlasse dell’Italia mi è sembrato un buon punto di partenza questa nostra capacità di sentirsi cittadini quando ci sono le olimpiadi e i mondiali di calcio e basta, no?
D: Si..
R: Per cui è stato uno spunto, voleva essere uno spunto ironico, per cercare di tracciare un quadro di quella che è la situazione oggi nel nostro paese, dal livello molto basso della politica ma anche le responsabilità che abbiamo noi cittadini che molto spesso ci lamentiamo ma raramente facciamo qualcosa di concreto per cambiare le cose, tutto sommato credo che la classe politica sia uno specchio di quella che è la vita politica e sociale di un paese
D: Che tira fuori la bandiera solo quando gioca l’Italia…
R: Si il senso è quello esatto.
D: Ma parliamo di Asti, tu prima mi hai chiesto: “parliamo della mia città”, è poco conosciuta, si sta bene? parliamone!
R: Molto tranquilla guarda, mi piace per questo, giro molto per suonare e per altri motivi di lavoro, una delle cose positive di Asti è che nonostante tutto c’è un locale che resiste, si chiama Il Diavolo Rosso che è una chiesa sconsacrata, fa una programmazione molto bella di musica indipendente, ed è un’oasi che fortunatamente sopravvive all’interno della città
D: Ne ho sempre sentito parlare, prima o poi conto di riuscire a vederlo
R: E mangeresti anche bene, perchè l’altro aspetto positivo di queste zone è che si mangia e si beve bene
D: E te ne sei anche andato a Torino dove hai conosciuto i Perturbazione mi viene da pensare vedendo la collaborazione che è nata
R: Esatto, io ho sempre vissuto tra Torino ed Asti negli ultimi anni, ho conosciuto i Perturbazione un po’ di anni fa, Gigi e Cristiano i due chitarristi, poi tramite Gigi ho conosciuto Tommaso con cui è nata veramente una bella amicizia, con lui ci eramo conosciuti tempo fa perchè aveva realizzato il videoclip di Porpora, perchè oltre ad essere il cantante delle band è anche un’illustratore, un videomaker veramente molto bravo, per cui quando mi sono trovato a realizzare questo disco da un lato mi è venuto naturale che realizzasse lui la copertina, l’artwork di tutte le illustrazioni, per cui ha fatto un lavoro a mano davvero molto bello, e poi è nata la collaborazione per quella che è diventato il primo singolo del disco, la canzone che s’intitola Le stelle ci cambieranno pelle
D: Si, prima invece abbiamo sentito L’invasione degli ultracorpi che è un altro brano che ci piace molto, dove parli di Caino giusto?
R: Parlo.. Beh.. si, esatto, da un certo punto di vista si, è vecchia la storia dell’uomo che uccide il proprio fratello, in verità ho cercato un po’ in tutte le canzoni di questo disco di partire da storie di persone per raccontare poi qualcosa di più grosso, perchè penso che il punto di vista della persona sia quello in cui sia più facile immedesimarsi quando si racconta qualcosa come una guerra come in questo caso, e quindi partendo dal racconto di Davide Moami, di due ragazzi, uno che vive a Torino e uno a Bagdad, ho cercato di raccontare questa querra degli ultimi anni, presunta guerra ideologica tra cristiani e musulmani che poi io credo, ma più che il mio parere conta quello di illustri economisti del nostro tempo, sia una guerra per il petrolio manovrata dalle lobby, dove a rimetterci come sempre sono i ragazzi e le persone comuni che sono vittime di questi meccanisti purtroppo molto tristi
D: E anche in questa troviamo una bella collaborazione, quella con Brunori, Brunori Sas
R: Brunori Sas esatto, anche con Dario siamo amici da un po’ di anni e in questo brano qua, l’Invasione degli ultracorpi c’è il controcanto finale mi è venuto in mente che sarebbe stato bello farlo cantare da qualcun’altro che non fossi io, visto che Dario ha questa voce molto graffiante molto ritmica anche, gli ho mandato quindi l’mp3 della canzone e lui mi ha mandato l’mp3 del suo cantato, anzi wave più che mp3, che poi il mio produttore artistico si arrabbia se sente che dico queste cose (l’mp3 è una compressione e quindi perde qualità acustica, n.d.r).., insomma abbiamo lavorato a distanza perchè io ad Asti lui a Cosenza, quindi non è così facile incontrarsi,
R: Le recensioni sono splendide, questo IO? sembra essere l’album maturo
D: Io penso di si, lo vedo come fine di un percorso dei primi tre dischi della mia carriera, sia da un punto di vista di sonorità che di contenuti, perchè Oltre lo specchio, come tutti i primi dischi era giovano e molto spontaneo, un disco esplorativo, e con io ho un po’ fissato il centro della mia musica, sia a livello di suoni che di contenuti.
R: Anche perchè s’intitola IO? che è la domanda che ci si fa quando si entra nella fase della maturità
D: Si, anche perchè ci sono tanti richiami alle persone che mi circondando e il punto interrogativo che accompagna ognuno di noi nel corso della propria vita, anche se detto così può risultare banale, penso che il senso della vita sia quello di cambiare ed evolversi durante gli anni, quando si smette di fare questo da un certo punto di vista si smette anche di vivere, per cui oltre ad essere un titolo che mi piaceva da un punto di vista iconografico mi piaceva per tutti questi contenuti che poi si trovano attraverso le canzoni
R: Canzoni poi che hanno tantissimi riferimenti al mondo del cinema, L’invasione degli ultracorpi, Apollo 11, Canzoni d’amore e di anarchia che ci ricorda un vecchio film della Wertmuller..
D: Si, sono tutti film presi in prestito, io guardo molti film a volte ci sono dei titoli che poi mi colpiscono molto, in verità poi nessuna di queste canzoni parla di ciò di cui parlano i film, però ad esempio ne L’invasione degli ultracorpi, mi piaceva come titolo perchè parla di queste persone che ad un certo punto smettono di essere persone, vengono contaminate da questo virus che li fa diventare come degli automi, così come in Film d’amore e d’anarchia mi piaceva molto l’accostamento delle due parole, amore e anarchia, perchè penso che sono due parole molto legate, nel senso che penso sia poi il desiderio di potere, piuttosto che il potere costituito, questa parola potere sia il motore che genera tutto l’odio che c’è nel mondo in cui viviamo, l’anarchia io la vedo dall’altro lato, per cui come il potere lo vedo legato all’odio, l’anarchia la vedo legata all’amore invece, al darsi senza pretendere in cambio nulla.

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