Intervista a Adriano Viterbini

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION ospiti di Emanuele Willy Remoto su I Maniaci del 01/06/12 0re 17,20

adriano viterbini

Travolti dal blues elettrico dei Bud Spencer Blues Explosion, abbiamo fatto un po’ di confusione speriamo di aver chiamato il numero giusto, pronto Adriano?
R: Ciao a tutti!
D: Adriano Viterbini?
R: Sono io!
D: Fantastico, benvenuto qui sui Maniaci di Radio Base Popolare Network, sei ancora in viaggio?
R: No, siamo appena arrivati, grazie intanto per l’ospitalità…
D: Che scherzi? Grazie a te, io ti ho chiamato perchè so che state cercando un bassista e mi volevo proporre…
R: Ah veramente? Allora facciamo un provino, vieni giù a Roma e facciamo una jam, anche se non so chi è che ti ha detto questa cosa perchè in realtà non stiamo cercando un bassista..
D: Noo? Anche in questa Rottami (titolo del brano andato in onda) c’era proprio quel giro di basso che avevo in mente, ci starebbe bene du du du dudu niente proprio?
R: Ma a noi piace comunque collaborare per cui se ti vuoi fare una suonata…
D: Certo che per noi bassisti in erba con voi, con i Black Keys, con gli White Stripes… Siamo proprio senza futuro…
R: No no, anzi caspita, grande il basso ci sono gruppi come Death from Above 1979 che sono tipo basso e batteria che sono eccezionali, poi comunque il basso è la pulsazione del rock quindi… fondamentale!
D: Bene, sono felice di sapere che il basso è ancora vivo, ma invece una domanda seria, tu sei stato il chitarrista di Raf, questa cosa di mettersi in proprio è nata dopo che per l’ennesima volta hai fatto Self Control?
R: No no, ho maturato il pensiero di fare un duo rock blues da diverso tempo, in realtà era un’idea che mi solleticava dal 2004 o 2005, poi sono riuscito a realizzarla nel tempo, in realtà quando suonavo con Raf già facevo dei concerti con Cesare (Cesare Petulicchio ndr) non ci chiamavamo
Bud Spencer Blues Explosion, non avevamo un nome, facevamo semplicemente delle jam, suonavamo in giro con questa formazione
D: Facendo delle cover immagino
R: Si facendo delle cover, soprattutto, perchè il resto era improvvisazione, avevamo di base una scaletta di cover, tra una cover e l’altra improvvisavamo e alla fine venivano lunghe jam con tanta musica che nasceva li sul momento
D: Intanto è arrivato un messaggino di Gigi che scrive fai loro i complimenti li ho sentiti l’estate scorsa all’Home Festival
R: Caspita grazie Gigi, veramente sono strafelice che ti ci abbia ascoltato e che tu ci abbia apprezzato
D: Beh questa sera suonerete giusto all’Home
R: Si si esatto, questa sera suoneremo all’Home, i ragazzi stanno scaricando la strumentazione e tra poco cominceremo il soundcheck
D: E ci saranno delle cover particolari questa sera visto che voi spaziate dai Chemical Brothers a Jimi Hendrix?
R: Si ci saranno delle cover, ultimamente ci piace molto inserire nei brani di nostra composizione dei richiami di altri pezzi, soprattutto con dei pezzi tradizionali di gospel o di musica del Mississippi, lascio un po’ alla sorpresa, mi piace cambiare scaletta
D: Perchè voi venite dal Mississippi a testa alta come degli eroi (cit. di una loro canzone)
R: Noi NON veniamo dal Mississippi ahimè a testa alta come degli eroi (ride) però siamo romani e ci piace il blues lo stesso
D: Beh romani… Ma Cesare è pugliese!? O dopo un po’ di anni uno diventa romano per forza?
R: Sai che c’è? Mamma Roma accoglie tutti, per cui alla fine è ovvio no, Cesare è pugliese ha delle radici profonde al sud ma Roma è una seconda casa, gli dai tanto affetto e te lo ricambia tanto
D: Volevo farti una domanda difficile, prova a dire una cosa che non sia stata già detta sul nome Bud Spencer Blues Explosion
R: Come mai un nome così poco fantasioso (ride), perchè probabilmente quando abbiamo iniziato a suonare, la cosa più importante, tutta la fantasia la incanalavamo nella musica
D: Bello
R: Mi sono fatto una domanda e mi sono risposto (ride)
D: E qual’è il film preferito di Bud Spencer?
R: Ma guarda io ricordo con piacere il periodo spaghetti western, non ricordo i titoli nello specifico ma quell’immaginario mi ha sempre affascinato molto
D: E il miglior disco di Jon Spencer Blues Explosion?
R: E qua farò una gaf, non conosco tutti i dischi dei Jon Spencer Blues Explosion
D: Beh ne hanno fatti tanti…
R: Però Acme è un bel disco
D: Acme si, è un bel disco, i criticoni direbbero stratificato, a livello sonoro pieno di cose
R: Caspita si, in realtà ci riflettevo proprio l’altro giorno, il nome Bud Spencer Blues Explosion è nato per gioco, io non ero un fan di Jon Spencer di quelli da prima linea, andando avanti col tempo e conoscendo Jon Spencer ho notato che ci sono molte somiglianze tra i suoi gusti e i miei, alla fine ci sono tutta una serie di casualità
D: Beh a parte l’idea di allegria dal primo disco che s’intitolava Happy e questo Dio Odia i Tristi che fa capire che siete allegroni, vi siate portati dietro anche Hamburger, come mai?
R: Si, è vero, è stato un pretesto per mettere insieme su un blues che al momento ci piaceva, se proprio vogliamo trovare un significato io avvicino quel testo all’esperienza che avevo prima di fare il musicista, portato la carne per i supermercati di Roma, mi ricordo che andavo in giro col forgoncino fricordifero e portavo gli Hamburger
D: Ahn quindi personale
R: Si era un’immagine un po’ blues, un po’ grunge anche e mi piaceva metterla insieme
B: Beh ci vediamo questa sera all’Home per la grande festa di chiusura, ciao Adriano!
R: Ciao, vi aspetto questa sera e grazie per averci ospitato

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