Luca Giovanardi, a che punto sono i Julie’s Haircut

Intervista di Emanuele Remoto a Luca Giovanardi

Presentazione del CD “The Wildlife Variations”

Sul brano “The marriage of the sun and the moon”:

D: Ipnotica, psicadelica anche, alla maniera dei Julie’s Haircut, abbiamo qui con noi Luca Giovanardi buongiono.

R: Buongiono

D:  Che piacere, dicevo bella ipnotica alla maniera di Santan eats Seitan

R: Ma sai, la nostra cifra ormai è quella, è una mescolanza di suggestioni che arrivano dall’elettronica e dalla psicadelia classica, la cifra è quella

D: Vi piace ipnotizzarci

R: eheh, ci piaci ipnotizzarci a noi per primi ehehe, poi se riusciamo a tirare dentro anche gli altri in questo ipnotismo siamo bene contenti

D: Una band storica, avete spento non so quante candeline, site diventati maggiorenni?

R: Guarda.. Andiamo per i 20..

(Risate)

D: E’ bello poi vedere la formazione su Wikipedia, sui nomi c’è la scritta “presente” perchè nel corso degli anni qualcosa è cambiato, sembra quasi una squadra di calcio

R: In realtà se guardi quella pagina sembra molto più convulso di quello che è stato, diciamo che i grossi cambiamenti sono stati attorno al 2005 e 2008, quando nel tuor abbiamo cambiato due Laure e una Mara al basso, perchè la nostra Laura rimase incinta a metà tour e quindi si dovette in qualche modo ovviare, però lo ricordo come uno dei nostri migliori tour di sempre, fu molto divertente.. ora è da un po’ che siamo assestati in una formazione a cinque ahimè senza più ragazze e questa cosa ci fa un po’ soffrire

D: Accidenti immagino, e i cambiamenti vi hanno portato alla Trovarobato

R: Si, perchè l’etichetta per cui abbiamo pubblicato la A Silent Place ha chiuso i battenti, sconfitti dalla iperante crisi l’hanno scorso, per pubblicare questo EP abbiamo dovuto guardarci attorno, anche se non abbiamo dovuto cercare molto a dire la verità, nel senso che da subito è arrivato l’interesse della Trovarobato da un lato e dalla WoodWorm dall’altro e insieme hanno realizzato questa coproduzione, l’idea è nata dalla WoodWorm perchè fanno solo vinile e noi volendo fare questo EP in una tiratura limitata di vinile, c’eravamo provati a rivolgere a loro e poi è montata su anche la Trovarobato con cui è iniziata questa felice collaborazione che spero possa continuare anche per il futuro

D: Certo, anche perchè questo è un EP, un preludio magari a qualcosa di più lungo…

R: Si, beh ecco, io sono un po’ contrario a concepirlo come preludio a qualcosa, è un disco a se stante ecco, il fatto che contenga solo quattro canzoni non a niente a che vedere con la qualità del disco, io sono sempre stato un gran amante degli EP,. della durata media diciamo, è un formato che mi è sempre piaciuto molto, non è fatto di riempitivi, è un vero e proprio disco, io sono legato a tanti dischi che ascoltavo negli anni ’80 e ’90 e avevano questo formato qui, dischi sui venti minuti che contenevano quattro cinque canzoni, tutte di ottima fattura, il che è preferibile secondo me a quegli album di dodici canzoni di cui la metà sono riempitivi, è successo in passato che siamo usciti con singoli che anticipavano un album di prossima uscita ma in questo caso no, anche se stiamo lavorando già da un po’ a un nuovo album però non avrà nessun legame con questo disco, li consideriamo lavori separati.

D: In questo EP anche la copertina ha la sua rilevanza, c’è un felino straiato sul mondo, a rapprensentare una natura selvaggia?

R: Si, è un’immagine iconografica, un collage che ha studiato Nicola, da un lato ha una valenza surreale quasi umoristica ma che in realtà non lo è poi così tanto, è quasi didascalico, l’idea nasce dal testo del primo brano brano dell’EP, “Dark Leopards Of The Moon”, che significa “leopardi scuri della luna”, è un verso della poesia di Yeats per cui è anche un riferimento abbastanza alto, e in qualche maniera la copertina lo visualizza in maniera didascalica, quindi con un leopardo accovacciato sulla luna, l’idea è di tramutare in immagini questo sentire a metà tra sogno e realtà che sta alla base come idea di questo EP

D: Io sulle citazione metto le mani avanti, ma non arrivo a Yeats

R: (risata)

D: Tu falle pure ma non è detto che le colga, però colgo invece un riferimento a “The Dark side of the moon”…

R: Beh, ci sta tutto ovviamente, infatti credo che la fascinazione che ci ha preso leggendo questa cosa di Yeats “the dark leopards of the monn” il nostro cervello deve avere fatto lo stesso accostamento che hai fatto tu adesso, è un gioco di riferimenti che in maniera alchemica si incontrano e che in una qualche maniera creano un mondo su cui ci piace abitare

D: Noi rimaniamo in attesa di vedervi dal vivo per farci ipnotizzare sul serio, di vedervi suonare dalle parti del Veneto…

R: Beh, ci tengo a dirlo anche se è un po’ fuori zona, domani sera suoneremo a Campeggine in provincia di Reggio Emila insieme ai Calibro 35, per chi volesse fare un po’ di strada penso che sarà una bella serata..

D: Direi proprio di si, un’ultima cosa che mi sono sempre chiesto… c’è per caso una parentela con Giovanardi il politico

R: (risata) No, proprio no e neanche con Giovanardi dei La Crus (risata)

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