MALAKATON!

Cominciamo per ordine, i Malakaton sono una band spagnola, incarnano alla perfezione il modello musicale che ci si aspetta da musicisti nati e cresciuti per le strade di Barcellona, dove nelle vene oltre al calimocho scorre la patchanka. Ospiti dei Maniaci di zio Willy (per il fisco e la polizia municipale: Emanuele Remoto)

D: Presentiamo i Malakaton, da dove?
R: Da Barcelona, città del sole e la terza città d’Italia
D: Ci sono tanti italiani da quello che mi hai raccontato, hai perfino imparato l’italiano e adesso inizia la tournè italiana, amate l’Italia…
R: Si, oggi è il nostro primo giorno qui, in questo mese siamo stati più giorni in Italia che nel nostro paese (ride)
D: Avete mangiato la pasta..
R: Abbiamo iniziato mangiando la pasta, una cosa che va sempre bene e adesso iniziamo a suonare che è un’altra cosa che ci piace.
D: Parliamo anche un po’ della Spagna, di come stanno andando le cose, c’è fermento, c’è la crisi, cosa succede?
R: Le cose buone non succedono e se succedono non si dicono, forse perchè non sono interessanti, possiamo dire che dal punto di vista artistico e musicale è forse il miglior momento per la Catalogna, regione da dove veniamo, il miglior momento storico che abbiamo conosciuto, ci sono moltissimi gruppi che vanno all’estero come noi, ci sono moltissimi gruppi che suonano dappertutto, e per noi artisti credo sia un momento molto interessante
D: Quindi Zapatero ha fatto delle cose meravigliose…
R: Si si si (ride), in sei anni ha fatto molto, tante cose che possono fare solo loro perchè se lo fa la destra scoppierebbe una rivolta ma se lo fa la sinistra la fanno sembrare una cosa necessaria e quindi ti tolgono tutto, anche gli occhi per piangere, per questo la gente è così incazzata
D: E guarda c he le cose potrebbero andare ancora peggio
R: Si certo, sempre può andare peggio!
D: Puoi sempre prendere come modello per esempio.. L’Italia come viene vista dalla Spagna cosa sapete di quello che sta succedendo qui da noi?
R: Quello che sappiamo è quello che arriva dai mezzi della disinformazione, possiamo chiamarla così la tv, come sapete noi abbiamo una tv che si chiama tele cincos, vicino al vostro premier, e quindi l’informazione che arriva è un po’.. come dire, falsificata (lui dice: schifosa) e sempre arriva qualche notizia assurda come ad esempio che Berlusconi è stato ucciso con una statuetta del duomo di Milano, oppure che fa sesso con minorenni
D: Ma su tele cinco fanno anche il Grande Fratello e X Factor?
R: Fanno il grande fratello 24 ore su 24
D: (risate) Ma torniamo alla vostra tourné questa sera suonerete al Bianconiglio di Vittorio Veneto e farete naturalmente OJE
R: Sicuro, è il singolo del nostro ulmo lavoro Rumbastards e minimo una volta lo facciamo
D: E allora facciamola già adesso qui su Radio Base
Canzone dal vivo
D: I Malakaton in diretta su Radio Base fantastici
R: Questa la musica che facciamo noi, la possono ballare tutti quelli che hanno le orecchie, questa canzone OJE parla di Barcellona e di come si è trasformata, quello che prima era naturale è diventato artificiale, molto turistico.
Ma anche voi qui a Mestre sapete cosa voglio dire, avete Venezia vicina dove sono rimasti in pochi a vivere, ovviamente il turismo ha portato a Barcellona apertura e cultura e tante cose positive, però crediamo che la gente veniva a Barcellona per com’era la città e oggi questa identità si è persa, questo dice la canzone, dice che Barcellona è buona, va bene se hai i soldi ma se non ce li hai Barcellona non è più buona… Questo è il senso che sta dietro alla canzone, allegra che si può ballare però con questo messaggio
D: Quindi anche Barcellona è vittima della speculazione, ma esiste ancora quel quartiere dove vive Manu Chao?
R: Si, El Raval, La Rambla è la strada che divide due quartieri, quando si scende per La Rambla a sinistra c’è la città vieja, e nell’altro lato a destra c’è il Raval, questi sono due quartieri interessati dal mercato immobiliare, hanno proibito ai musicisti di suonare, non quelli per soldi ma i musicisti per strada, noi abbiamo degli amici che hanno preso una multa e gli hanno sequestrato gli strumenti, e la multa era di 300 euro per aver suonato per strada, e Barcellona era precisamente questo, allegria, festa… per questo noi musicisti quando ci chiedono di parlare della nostra città cerchiamo di spiegare che il comune non sta facendo un buon lavoro per la cultura popolare, per una libera apertura accessibile a tutti gratuitamente..

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