Avevo un cliente che si lamentava perché digitando il suo nome compariva “ladro” e anche di peggio. Mi chiedeva di togliere questi aggettivi poco edificanti e di migliorargli la web reputation. La prima cosa che ho fatto è stata prendere informazioni, seguendo le bricioline lasciate in rete sul suo operato e ho fatto la scoperta.
La rete permette il diritto all’oblio, facendo richiesta a Google c’è infatti la possibilità di rimuovere articoli lesivi della propria immagine, pertanto col tempo si dovrebbero perdere le tracce del passato e quindi si presenta la possibilità di rifarsi un’immagine positiva.

La Brand Reputation (in italiano, reputazione del marchio) è l’immagine complessiva che un’azienda, un prodotto o un marchio ha nella percezione del pubblico. Include tutto ciò che le persone pensano, dicono e sentono riguardo a quel brand, sia online che offline.
In parole semplici:
È la “fama” di un brand, basata su esperienze, opinioni, recensioni, notizie, comportamenti dell’azienda, valori comunicati e molto altro.
Elementi che influenzano la Brand Reputation:
- Esperienze dei clienti – positive o negative.
- Recensioni e feedback online – su siti, social media, forum.
- Comunicazione aziendale – pubblicità, post, newsletter, interviste.
- Comportamento dell’azienda – etica, sostenibilità, rispetto per i dipendenti e clienti.
- Gestione delle crisi – come l’azienda reagisce a scandali, problemi o critiche.
Perché è importante?
Una buona reputazione:
- Aumenta la fiducia dei clienti.
- Favorisce le vendite.
- Attira investitori e talenti.
- Protegge il brand nei momenti di crisi.
Una cattiva reputazione, al contrario, può danneggiare gravemente il business, anche se i prodotti sono validi.
Esempio pratico:
Un’azienda come Apple ha una brand reputation molto forte: è percepita come innovativa, affidabile e di alta qualità. Questo fa sì che molte persone siano disposte a pagare di più per i suoi prodotti.
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